Emanuela's profile✿✿Casa mia...con tutte l...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 23

    A te

    Sai perché
    cerco in te
    la felicità
    che sarà?
    perché sei
    sei tu nei miei
    sogni e nelle nostalgie
    così fortemente mio
    ma con te
    vola via
    l'eco di un dolore che
    pesa in questa vita mia
    ma io come potrò
    essere sempre l'unica
    regalarti il sogno che
    tu m'hai fatto vivere
    amore mio
    come il sole anche di più
    scaldi questo cuore tu
    sai perché
    siamo insieme io e te
    per te il nostro amore è
    un incontro d'anime

    A te - Andrea Bocelli

    01012008046
    23_4_2008

    April 21

    D eci e lode

    Son veramente commossa!!
    GRAZIE
    KUKKY che mi hai nominata:
    perchè CREDE davvero (almeno ci provo, quando non ci litigo!).
    Non pensavo di poter prendere un premio..proprio ora che mi ci metto così poco qui..
    ...ma grazie sul serio!!
    E' il bellissimo degli incontri fatti online, incontri per caso, persone che altrimenti mai avrei conosciuto, diversissime da me, dal mio vivere quotidiano ma che non si tirano indietro davanti a nessuna difficoltà, si mettono in gioco sempre e sono ostinatamente reali!...e sono in continua ricerca!
    Grazie!
    Per questo nominerò solo persone che non si son fermate, che sanno mettersi in gioco, che cercano il Vero nel loro quotidiano quieto vivere.
    Il Bonga, il primo Amico di Colonia 3D: perchè gli voglio un gran bene, perchè mi ha promesso che se diventa sindaco di Orvieto mi trova lavoro (e di sto periodo non è poco), ma soprattutto perchè la nostra amicizia ha retto a scossoni grossi..e quindi è Vera!
    Carla: perchè non molla, tiene duro e vive a pieni polmoni. Guarda avanti e deve farlo a testa alta perchè da quel pò che ho letto di lei è una tosta e la vita le darà tanto.
    La FranciFra: perchè ha una dolcezza infinita, perchè adora Claudione e il viola ma soprattutto perchè ama come meglio sa fare e mi ha insegnato a farlo.
    Gigiuzzzz: perchè vorrei averlo più vicino per viverlo di più, perchè è un ragazzo d'oro e a tutto tondo, che sogna e mette i suoi sogni in mani sicure.
    La Bea: perchè mi ricorda com'ero io alla sua età, perchè è dolcissima e perchè anche se la vita è stata tanto dura lei sta cercando e trovando la forza di tornare a sorridere.
    L'OnTrombetta: perchè il suo blog mi ha fatto scompisciare (scusate il francesismo ma rende bene l'idea) e ancora lo farà, perchè è un uomo ironico e goliardico e dulcis in fundo perchè mi ha dato la possibilità di divertirmi (e mi son divertita un bel pò!!).
    L'ing...anche se non ha un blog ma lo nomino ugualmente, perchè è un uomo che non si ferma, lavora con tenacia per ottenere quel che desidera, per migliorarsi e a piccoli passi ci sta riuscendo; perchè mi ha trovata che mi difendevo da tutto e ho trovato in lui un alleato e un grande amore che scova in me sempre il meglio e io non vedo l'ora di realizzare insieme i nostri sogni più belliCuore rosso

    Premio D eci e lode
    "Premio D eci e lode"
    "D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
    Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

    Le regole:
    1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
    2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
    3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
    4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
    5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

    April 20

    Casa mia con tutte le mie contraddizioni

    Questo post si intitola esattamente come il mio blog.
    Non mi nascondo, io l'ho sempre sostenuto di essere una contraddizione vivente...
    Se dovessi cominciare a dire quante ne ho viste non finirei più, e quello che ho vissuto mi ha fortemente formata ma anche tanto ferita.
    Posso dire quanto ho capito, in parte ho provato a spiegarlo proprio qui, in parte è stato ed è ancora questo blog che mi ha fatto prender meglio la mira per capire, o almeno cominciare a comprendere; ci son stati incontri, persone che ho avuto la ventura e la sventura di incontrare anche attraverso queste pagine, che hanno lasciato un segno e mi hanno sicuramente fatta crescere.
    Partiamo dal punto zero: non sono migliore di nessuno.
    Tutti sbagliamo, il punto è riconoscere i propri errori e rialzarsi dopo una bastonata e possibilmente continuare a camminare, magari senza ripetere le magagne appena commesse e magari anche esercitando l'arte della pietà verso i fratelli che sbagliano.
    La presunzione, soprattutto la presunzione d'essere migliore di altri non porta da nessuna parte..anzi porta all'inferno anche i cattolici più massicci (e qui ogni riferimento è volutamente intenzionale!).
    Di sicuro di molto non capisco, limite, stupidità, immaturità, illusione, disillusione o prosciutto sugli occhi..il perchè non lo so ma questo purtroppo è.
    Però vedo enormi contraddizioni, e qui non ci sto più. Se mi si chiede qualcosa, io poi chiedo almeno la decenza della coerenza, o all'inferno non sarò da sola; e in questo caso a me dispiacerebbe solo di starci con chi esercita l'arte del taglia e cuci piuttosto che provare a levarsi la trave che si porta nell'occhio. I riferimenti biblici non li so e non li voglio sapere. Però da qualche parte sul Vangelo l'ho letto e tanto mi basta!
    Io confido nella Misericordia, in Gesù di Carne, Vivo qui e ora con me e per fortuna almeno Lui non giudica, ma sta in silenzio e mi asciuga ogni lacrima e piange con me. Confido nel fatto che non saranno le mie azioni a salvarmi, forse sarà la mia capacità di donare, di amare...e lì forse una chance di vedere il Paradiso ce l'ho.
    Sono stata molto triste questi giorni, triste perchè il giudizio su quella che sono fa male a me per prima, ma lo accetto. 
    Sono così, se avessi un plasmatore cellulare di sicuro curerei il cancro, l'Alzheimer, il Parkinson e poi lo rivolgerei verso me per farmi cambiare testa e cuore. Ma per il momento sempre questa sono.
    Questo non vuol dire che non mi sottragga, anzi...la mia storia mi dice che non l'ho quasi mai fatto, nel male e nel bene ho sempre vissuto. Ma quello che uno è dipende fortemente da quanto il passato (giudicato) pesi. E il mio è pesante, non perchè abbia combinato poi chissà cosa, ma perchè non mi dò facilmente un'altra possibilità, nonostante che agli estranei lasci maggior possibilità di sopravvivenza dentro il mio cuore.
    Ma oggi no, oggi non lo faccio. Ho così poca considerazione di me stessa che a tratti non ne ho affatto.
    Non mi importa di andare all'inferno perchè voto per Veltroni, dall'altra parte non c'è odore di santità..io sento piuttosto una gran puzza di incoerenza!
    Oggi riapro il blog. Questo periodo di silenzio mi ha fatto un gran bene perchè nel mio grande silenzio ho imparato a ascoltarmi, ad apprezzarmi, a volermi più bene.
    April 07

    pre-esame

     Si può avere un giorno in più?
    April 04

    se non ci credo io..

    Non faccio altro che dirmi
    "puoi farcela!"
    April 02

    GPII I still love you

    Giovanni Paolo II ha portato nel cattolicesimo dell’occidente qualcosa di assolutamente nuovo ed imprevedibile. Per più di venticinque anni la sua patria è stata il cuore di milioni di uomini che lo hanno incontrato o almeno visto di persona. Ecco perché è entrato nella storia.
    Un uomo vero - All’inizio quello che stupì fu il suo venire da lontano: erano secoli che non veniva nominato papa uno straniero, era la prima volta di un papa slavo. Si comprese subito che questa origine avrebbe significato una missione particolare; una missione fra Oriente e Occidente, compito che la Polonia svolge da sempre, avendo scelto nella sua origine di essere una nazione slava legata all’occidente. Quando, dopo i primi giorni di pontificato, si venne a conoscere la storia di quest’uomo, la realtà del suo passato di sportivo, di attore, di filosofo, si comprese anche un altro aspetto per cui Giovanni Paolo II avrebbe avuto un posto particolare nella storia. In lui il dato biografico entrava in modo rilevante a determinare il compito che gli era stato affidato. Era stato eletto papa “un uomo”, un uomo vero, un uomo con una grande capacità di ascoltare e di parlare, di riflettere e di colpire, con una grande capacità comunicativa, come gli anni successivi avrebbero dimostrato. Un uomo che sarebbe diventato centro mondiale di attenzione, nell’epoca in cui le televisioni tutto offrono e tutto bruciano fin dal primo istante. Un uomo vero, anche nelle cerimonie più fastose. Nella basilica di san Pietro, mentre tutto era calcolato dal maestro delle cerimonie, Giovanni Paolo II non interpretava un copione, come avrebbe potuto essere tentato per la stanchezza o la routine. Riviveva. Le sue labbra si muovevano nascostamente in preghiera.
    Egli ha portato nel cattolicesimo dell’occidente qualcosa di assolutamente nuovo ed imprevedibile. Un cantante romano paragonò un giorno, in una conversazione con me, questo papa ad un extraterrestre che, con la sua astronave, piomba su piazza san Pietro da un pianeta lontano. Sulle prime l’esempio, applicato subito dopo a Cristo e al Natale, mi sembrò, oltre che irriguardoso, un po’ superficiale. A bene pensarci, questo non è poi del tutto vero.
    Giovanni Paolo II, nel nostro cattolicesimo, è stato veramente un fatto nuovo e inimmaginabile. Innanzitutto per lui la fede era un’esperienza positiva. “Cristo è il più grande realista” gridò in una omelia durante una delle prime celebrazioni per gli universitari nella basilica di san Pietro. Per Pio XII la fede era il baluardo contro chi voleva distruggere l’uomo e il mondo, per Giovanni XXIII la sapientia cordis con cui guardare all’uomo, per Paolo VI la fede era conoscenza dell’uomo e del cosmo, per Giovanni Paolo I lo stupore umile e certo di una Presenza, per Giovanni Paolo II la fede era l’esperienza della realizzazione di sé.
    Prima di Karol Woityla era difficile immaginare il papa senza la veste bianca, anche se sappiamo che Pio XII in casa indossava talvolta uno spolverino grigio, anche se conosciamo la foto di monsignor Roncalli in doppiopetto nella laica Turchia dov’era delegato apostolico. Ma Montini è sempre in talare, anche quando scherza coi fucini. Di Karol Woityla conosciamo le foto in canoa, in picnic, fra donne e bambini, perfino in maschera. Le foto da operaio, da militare. Ma già allora, fra gli altri, pur negli abiti frusti, aveva una dignità differente. E anche quando era in clergyman aveva un borsalino inusuale. E quando era in talare non era mai “portato” dall’abito.
    Un grande comunicatore - L’altra ragione per cui quest’uomo sarebbe entrato nella storia, lo si capì a mano a mano, è stata la quantità di udienze fatte e di persone incontrate, di testi pronunciati e pubblicati. Tutto ciò colloca Giovanni Paolo II in un posto sicuramente particolare nella storia della Chiesa sia per la modalità della sua scrittura, sia per la quantità di temi affrontati, sia per lo stile assolutamente originale di alcuni suoi testi che ricollegano il suo magistero agli scritti della sua giovinezza e maturità, compresi quelli poetici e letterari. Non dimentichiamo che Giovanni Paolo II è l’unico papa, nei tempi moderni, che abbia – durante il pontificato – scritto dei testi autobiografici e pubblicato dei volumi di interviste autorizzate.
    Fra le migliaia di pagine scritte da lui o per sua iniziativa sceglierei le tre encicliche trinitarie (la Redemptor Hominis in particolare), l’enciclica sulla missione, il documento uscito dal sinodo sulla formazione sacerdotale e quello sui laici (Pastores Dabo Vobis e Christifideles Laici) e il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Assolutamente singolare poi era il suo modo di rapportarsi agli interlocutori, fossero essi la folla o il singolo giornalista, o una persona che gli stava davanti a tavola. Un senso acutissimo delle folle lo rendeva capace di essere centro di attenzione per ogni persona, di rispondere a frasi lanciate e colpire con le sue battute, la sua giovialità, il suo umorismo. Veramente Giovanni Paolo II è un caso eccezionale nella storia della comunicazione, sorprendentemente abile a cogliere ciò che l’altro vorrebbe sapere, a rispondere mantenendosi sempre nei limiti della prudenza e della verità insieme.
    La parola aveva per lui un significato ben differente a seconda dei casi.
    Nella liturgia era in primo piano. Raramente le omelie non risentivano della sua penna e più ancora del suo inconfondibile stile fenomenologico. Una frase centrale delle letture ritorna, come in una considerazione a spirale che si avvicina a poco a poco alla realtà. Sembra di leggere sant’Agostino. Anche negli Angelus, soprattutto durante i viaggi e più ancora nei santuari, si intravedeva, anzi si sentiva, il suo intervento.
    Altre volte invece, per esempio in molte udienze, la parola era soprattutto un’occasione, l’occasione di un incontro, quando in primo piano era l’esserci nostro accanto a lui e suo accanto a noi, il canto, la folla, l’applauso.
    Poi c’era la parola improvvisata, quando il testo preparato finiva o veniva lasciato da parte o quando improvvisava una risposta, sempre nella lingua dell’interlocutore, per esempio ad un giornalista. E allora emergeva la grande padronanza di Karol Woityla, il gioco di parole, il dire senza dire tutto, perché l’altro ci pensasse, perché l’altro non si offendesse, perché la parola non venisse meno nel suo rimando permanente ad altro, all’Altro.
    Il missionario - Certamente Giovanni Paolo II è entrato nella storia per il progetto mondiale di evangelizzazione che egli ha esercitato e messo in atto attraverso una quantità di viaggi che hanno fatto indubbiamente di lui l’uomo che più ha viaggiato in tutta la storia dell’umanità, che più è stato seguito nei suoi viaggi in modo diretto e indiretto, attraverso la televisione e i giornali, da milioni di persone. Nessun uomo ha mai radunato intorno a sé tanta gente come Giovanni Paolo II. Il progetto di evangelizzazione, oltre questa comunicazione diretta, è stato sotteso da un progetto “politico” di incontro tra l’est e l’ovest dell’Europa, con il mondo dell’ortodossia, con il mondo dell’Estremo Oriente, passando per Gerusalemme e la terra di Abramo. Dopo il suo pontificato, il volto dell’Europa, crollato l’impero sovietico, è completamente ridisegnato.
    L’imponenza di programma e di sacrifico richiesti dai suoi viaggi hanno fatto di Giovanni Paolo II uno dei più grandi papi missionari della storia.
    In perfetta connessione con questo anelito durante gli anni del suo pontificato si è assistito alla valorizzazione dei movimenti e delle nuove comunità, alla sottolineatura della essenzialità dell’elemento carismatico nella Chiesa, alla ricerca della collocazione canonica di tali comunità, per favorire il loro sviluppo missionario.
    In Woityla la difesa strenua dei diritti dell’uomo e della donna (diritto al lavoro, diritto alla vita, diritto alla famiglia, diritto all’educazione) si è coniugata con una denuncia dei miti del capitalismo selvaggio. Egli è stato un difensore dei poveri e dei diseredati e nello stesso tempo uno strenuo combattente contro l’aborto e le altre piaghe del nostro tempo come l’eutanasia e la manipolazione genetica. Alto soprattutto è stato il suo grido per i “diritti della verità”, del vero che è apparso definitivamente nel mondo con l’Incarnazione.
    Cristo e Pietro - Infine Giovanni Paolo II è entrato certamente nella storia per la sua originale interpretazione del ministero petrino, che, esercitato attraverso una dislocazione dal centro alla periferia, ha posto l’urgenza di una riflessione profonda sul suo esercizio nei secoli futuri.
    Ma non si può rispondere alla domanda posta all’inizio (“Perché è entrato nella storia?”) se non andando al cuore della sua personalità, che era certamente racchiuso nella mistica, nel rapporto con Cristo, insegnato a lui dalle vicende drammatiche della sua infanzia e della sua giovinezza, soprattutto nel tempo della guerra. Si pensi alla progressiva esperienza di Maria come propria madre, in continuità con la figura materna, presto mancata. E poi l’incontro con la spiritualità di S. Teresa D’Avila, di S. Giovanni della Croce e di Grignon di Monfort, che hanno portato a maturare in Karol Woityla e in Giovanni Paolo II una concezione della propria esistenza come vita da donare, fino all’estremo sacrificio delle proprie energie e delle proprie possibilità.
    Solo la preghiera può permettere ad un uomo di essere papa e di esserlo anche con slancio, con passione e con ilarità, perché la preghiera del cristiano è innanzitutto memoria di Colui a cui apparteniamo. “Pietro, mi ami tu più di costoro?” “Signore, tu lo sai che io ti amo”.
    In questa confidenza di figlio e di amante, Karol Woityla ha conosciuto il segreto disegno che ha portato, lui, uomo fra gli uomini, a essere pastore universale della Chiesa e del mondo.
    La sua preghiera si è fatta allora offerta: Giovanni Paolo II sapeva che la sua vita andava spesa, fino al sangue, per quell’uomo che lo aveva scelto sul mare di Galilea affinché Cristo sia conosciuto e amato, affinché il mondo degli uomini diventi più umano. Anche se questo avrebbe voluto dire raggiungere tutti gli angoli più lontani della terra.   Mons. Massimo Camisasca

     
     
    O Trinità Santa,
    ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa
    il Papa Giovanni Paolo II
    e per aver fatto risplendere in lui
    la tenerezza della tua paternità,
    la gloria della Croce di Cristo
    e lo splendore dello Spirito d’amore.
    Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia
    e nella materna intercessione di Maria,
    ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore
    e ci ha indicato la santità
    come misura alta della vita cristiana ordinaria
    quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.
    Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà,
    la grazia che imploriamo,
    nella speranza che egli sia presto annoverato
    nel numero dei tuoi santi.
    Amen.